Casi reali

Non promesse. Sette situazioni reali, con l'esito misurato.

Ogni caso è anonimizzato — nessun nome di azienda o persona — ma settore, dimensione, numeri e tempi sono quelli reali. Il caso 7 è una variante del caso 6: stessa dinamica, con una scadenza bancaria già fissata.

Il margine che spariva a fine commessa

Come un'azienda per commessa ha imparato a vederlo prima della fine del progetto

Cliente: Impresa per commessa (eventi, IT, consulenza tecnica) — 22 dipendenti, 3,5M€ di fatturato

Due o tre volte l'anno una commessa che doveva rendere il 18% di margine chiudeva al 4%. Lo si scopriva sempre a consuntivo, quando non c'era più nulla da correggere: ore caricate in ritardo, costi esterni fatturati mesi dopo.

A metà di ogni commessa, in azienda nessuno sapeva davvero come stesse andando. Il commercialista confermava i conti di fine anno, ma non aveva gli strumenti per fotografare un progetto a metà percorso.

Area 02 — livello base poi avanzato. Mappatura delle commesse attive con 10-12 indicatori (ore preventivate vs consuntivate, costi esterni, margine % aggiornato), nuova regola di caricamento dati settimanale e primo cruscotto mensile per commessa.

Durata dell'intervento: 8 settimane

Il cruscotto ha isolato una commessa già all'80% delle ore preventivate con il progetto completato solo al 55%: scostamento rilevato a metà percorso, non a chiusura. Nei tre mesi successivi 2 commesse su 9 sono state corrette in corsa, per una perdita evitata stimata di circa 25.000€.

2 commesse su 9 corrette in corsa prima della chiusura, invece che scoperte a consuntivo
~25.000€ di perdita evitata stimata in un trimestre
«Prima scoprivo le commesse in perdita quando ormai erano chiuse. Ora le vedo sforare a metà strada e ho ancora margine di manovra per intervenire.»

Fatturato su, utile giù

Come una PMI manifatturiera ha rimesso ordine prima di rincorrere ancora più crescita

Cliente: Azienda manifatturiera leggera, componenti e assemblaggi — 35 persone, fatturato salito da 2,8M€ a 4M€ in tre anni

La crescita di fatturato non si è tradotta in più utile: più errori, più ritardi di consegna, "fuochi da spegnere" ogni giorno. Nessun controllo di gestione strutturato, nessun indicatore condiviso.

Il titolare passava da una riunione all'altra senza un quadro unico che spiegasse perché i margini si abbassavano proprio mentre l'azienda fatturava di più.

Area 01 seguita da Area 02. Mappatura dei processi con i responsabili di reparto: emerge un collo di bottiglia nella validazione tecnica dei disegni, causa del 60% circa dei ritardi di consegna. Poi cruscotto mensile con margine per linea di prodotto.

Durata dell'intervento: 10 settimane

Il cruscotto isola la perdita di redditività sulla linea di prodotto "B", dove il costo delle lavorazioni esterne era cresciuto più del prezzo di vendita senza che nessuno se ne accorgesse. Rinegoziate le tariffe con due fornitori e ridistribuita la validazione tecnica su un secondo referente.

-25% tempi di attraversamento ordini sulla linea critica
+3/4 punti di margine recuperati sulla linea B in due trimestri
«Per la prima volta so indicare con precisione quale linea di prodotto sta erodendo la redditività, invece di percepire solo più caos e più costi senza saperne il motivo.»

Se sparissi per 30 giorni, lo studio si ferma

Come un titolare ha smesso di essere l'unico ingranaggio

Cliente: Studio di servizi professionali B2B (consulenza, ingegneria, marketing) — 14 persone, 1,8M€ di fatturato

Nessuno in studio prendeva decisioni operative senza chiedere al titolare. Know-how critico solo nella sua testa, nessuna procedura scritta, sistema commerciale fatto di relazioni personali.

Durante dieci giorni di assenza per un imprevisto familiare, il titolare continuava a ricevere chiamate quotidiane su preventivi, scadenze e crisi minori che, in teoria, altri avrebbero potuto gestire.

Area 03 — Governance e AI operations setup. Mappatura delle attività, due deleghe scritte con soglie di spesa autonome, procedure per i passaggi critici, riunione mensile con KPI. Solo dopo, strumenti AI configurati e governati per bozze di preventivo e reportistica.

Durata dell'intervento: 8 settimane

Due mesi dopo, durante due settimane di ferie programmate, il project lead e il referente commerciale hanno gestito in autonomia tre clienti correnti e un'urgenza di consegna, contattando il titolare una sola volta per una decisione realmente strategica.

1 sola chiamata necessaria in due settimane di assenza del titolare, prima erano quotidiane
tasso di chiusura preventivi del referente commerciale in linea con lo storico del titolare
«Se sparissi per 30 giorni, lo studio si ferma — questa è la frase con cui è iniziato il percorso.»

Tanto fatturato, poco utile

Come un distributore B2B ha scoperto dove si nascondeva il margine perso

Cliente: Distributore B2B — 40 persone, 6M€ di fatturato, migliaia di SKU, rete commerciale mista

Fatturato buono, utile netto basso, senza sapere se il problema fosse nei listini, nel magazzino, negli accordi commerciali o nelle modalità di consegna.

Il titolare sentiva che "stiamo facendo troppo volume per il margine che portiamo a casa", ma l'indeterminatezza del problema lo faceva esitare davanti a un progetto lungo.

Supporto Decisionale per circoscrivere il problema in una settimana, poi Area 02 avanzata. Analisi di costo-di-servizio per cliente (sconti, resi, consegne extra, tempo di customer care) e cruscotto mensile di margine netto per segmento e categoria di SKU.

Durata dell'intervento: 1 settimana + 8 settimane

Circa il 15% dei clienti — i più piccoli per ordine medio ma più frequenti in resi e consegne fuori standard — aveva un margine lordo positivo da listino ma un margine netto reale vicino allo zero o negativo. Introdotto un ordine minimo e un costo di consegna esplicito per quel segmento.

15% dei clienti con margine netto reale vicino a zero o negativo, individuato e corretto
utile netto migliorato in due trimestri, a parità o leggera riduzione di fatturato
«Per la prima volta so che fatturato e margine non sono la stessa cosa, e ora ho un numero, non una sensazione, per ogni segmento di clienti.»

Non in crisi, ma cieca

Come una PMI ordinata ha iniziato a misurare la propria tenuta

Cliente: Azienda di servizi industriali — 18 persone, 2,2M€ di fatturato, contabilità ordinata, clienti consolidati

La contabilità, corretta dal punto di vista fiscale, non era mai stata tradotta in controllo di gestione: nessun piano dei conti gestionale, nessun KPI operativo, nessun indicatore di continuità aziendale.

Il commercialista segnala l'obbligo di dotarsi di assetti adeguati a rilevare per tempo gli squilibri, come previsto dal Codice della Crisi d'Impresa. Il titolare si accorge di non avere alcuno degli indicatori richiesti, a partire dal DSCR prospettico.

Area 01 seguita da Area 03. Piano dei conti gestionale, set minimo di KPI (fatturato per dipendente, puntualità, tasso di rilavorazioni), calcolo trimestrale del DSCR prospettico a 6 mesi, governance trimestrale con responsabilità assegnate.

Durata dell'intervento: 8 settimane

Il primo calcolo trimestrale del DSCR risulta 0,92, sotto la soglia di riferimento di 1. Il titolare rinegozia i termini di pagamento con un cliente in ritardo cronico e posticipa parte di un investimento programmato.

DSCR da 0,92 a >1,2 nel trimestre successivo, grazie a interventi mirati su pagamenti e timing dell'investimento
individuato anche un problema di carichi di lavoro sulla linea di servizio più recente
«Il vantaggio non è un numero più alto in assoluto, ma avere — per la prima volta — un indicatore che dice se la continuità dell'azienda è a rischio, calcolato prima che diventi un problema reale.»
Caso 6 di 7 Supporto Decisionale

Non so da dove cominciare

Come un titolare ha avuto una prima rotta sul passaggio generazionale in una settimana

Cliente: Azienda familiare manifatturiera/commerciale — 20 dipendenti, 3M€ di fatturato, titolare 62 anni, due figli

In fase di rinnovo di un affidamento, la banca chiede chi sarà il referente dell'azienda nei prossimi anni. Il titolare non ha una risposta strutturata: un figlio lavora già in azienda ma non è chiaro se sia pronto, l'altro non ha mai mostrato interesse.

Non vuole ancora avviare un progetto lungo e costoso con notaio e commercialista: vuole prima capire, con un parere esterno, da dove iniziare.

Supporto Decisionale. Colloquio di 30 minuti per circoscrivere il problema, poi analisi che ricostruisce struttura societaria, assetti proprietari e situazione patrimoniale, affiancata da una valutazione oggettiva delle competenze e disponibilità reale dei due figli.

Durata dell'intervento: 7 giorni

Restituzione scritta con priorità: avviare un affiancamento di due-tre anni per il figlio già in azienda, senza forzare il secondo, e coinvolgere il commercialista per la struttura societaria solo in una fase successiva.

7 giorni per passare da "non so da che parte iniziare" a una roadmap in tre priorità, a un costo fisso di €250
avvio di un percorso di affiancamento con orizzonte definito (2-3 anni)
«Non ha ancora risolto il passaggio generazionale — non è quello l'obiettivo del servizio — ma ha smesso di rimandare la prima decisione, quella più difficile da prendere da solo.»
Caso 7 di 7 Supporto Decisionale

Un numero prima dell'appuntamento in banca

Variante del caso precedente: quando la scadenza è già fissata

Cliente: Stessa tipologia di azienda familiare del caso precedente — appuntamento in banca già fissato per un nuovo finanziamento

Con un appuntamento in banca già fissato per discutere il finanziamento di un nuovo centro di lavoro, il titolare deve valutare in fretta se l'investimento è sostenibile e si imbatte nel concetto di DSCR prospettico senza saperlo calcolare.

Il Supporto Decisionale promette una restituzione scritta entro 7 giorni: troppo stretto per l'appuntamento immediato, ma sufficiente per riprogrammare la discussione in banca di una settimana.

Supporto Decisionale attivato lo stesso giorno del primo contatto. La scadenza reale viene indicata subito, e la telefonata conoscitiva orienta l'analisi direttamente sul calcolo del DSCR con la nuova rata del finanziamento inclusa.

Durata dell'intervento: 7 giorni

Il titolare si presenta al nuovo appuntamento in banca con un calcolo concreto in mano, invece che con una sensazione. Come nel caso 6, il primo acquisto è un servizio a basso rischio e costo contenuto, prima di valutare un percorso più strutturato.

7 giorni per avere un calcolo del DSCR pronto in tempo per il nuovo appuntamento in banca
appuntamento in banca riprogrammato con dati alla mano
«La decisione di provare un servizio mai usato prima non nasce da una campagna pubblicitaria, ma da un punto di contatto a basso rischio su un problema specifico e con una scadenza reale.»

Portami il tuo caso e capiamo se esiste un primo passo sensato.